L’FBI deve copiare i dati di Megaupload per consegnarli a Kim Dotcom

 

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Vicenda Megaupload, nuovo atto: il governo degli Stati Uniti ha infatti ricevuto l’ordine da parte di un giudice dell’Alta Corte neozelandese di copiare tutti e 150 i terabyte di dati presenti sui server della piattaforma sequestrata dall’FBI, al fine di concederli per la consultazione al responsabile numero uno di Megaupload, l’ormai famoso Kim Dotcom. Gli Stati Uniti avranno in realtà ancora tempo per opporsi a questa richiesta, visto che ci sarà la possibilità di dibattere per altri due giorni, come riporta Wired.

Ricordiamo che il sequestro è avvenuto durante lo scorso mese di gennaio, per un totale di 130 computer e dispositivi d’immagazzinamento presi durante un raid alla casa di Dotcom a Coatesville, a nord di Auckland. Pochi giorni fa, sempre le autorità giudiziarie neozelandesi avevano imposto un ultimatum affinché entro 21 giorni (in scadenza ora a metà giugno) svelassero tutte le prove contro Kim Dotcom.

Secondo quanto dichiarato dall’agente FBI Michael Postin, la copia di 29 terabyte avrebbe richiesto all’agenzia circa 10 giorni: per copiare i 150 terabyte richiesti saranno quindi necessari circa due mesi e mezzo, durante i quali comunque alcuni dati potrebbero essere esclusi dall’operazione in quanto criptati. Il giudice Justice Winkelmann ha però ordinato alle autorità USA di iniziare la copia, soprattutto in vista di una possibile estradizione di Dotcom verso gli Stati Uniti.

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Anonymous intercetta una chiamata tra FBI e Scotland Yard

Sembra quasi incredibile ma è tutto vero: qualcuno nel gruppo Anonymous è riuscito a intercettare le chiamate effettuate tra FBI e Scotland Yard, riguardanti proprio lo sforzo congiunto dei due organi investigativi USA e UK per portare avanti la loro strategia d’individuazione di sospetti collegati al gruppo hacker. Anonymous deve aver evidentemente deciso di non stare a guardare, facendo fare anzi una magra figura a entrambi.

Direttamente da YouTube ci arriva la testimonianza di una chiamata lunga ben 17 minuti risalente allo scorso 17 gennaio, durante la quale gli investigatori discutevano sia di prove raccolte contro i sospetti membri del gruppo, sia di piani per imminenti arresti: la stessa FBI ha poi confermato alla Associated Press l’autenticità della registrazione, mettendo così fine ai dubbi.

Tra le caratteristiche di Anonymous c’è sicuramente l’abilità di riuscire sempre a sorprenderci, muovendosi spesso in contropiede. Stavolta però, a sorprenderci sono soprattutto FBI e Scotland Yard: da unità che si occupano di combattere i cybercriminali ci si aspetterebbe decisamente più attenzione nei confronti della sicurezza nelle comunicazioni.

Via | Wired.com

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