Anonymous sottrae altri dati alla Polizia: terzo attacco

Anonymous

Articolo presente sul sito http://www.tomshw.it – di Dario d’Elia – pubblicato lunedì 27 maggio 2013 alle 08:52

 

Anonymous ha attaccato il sito del SAP, il sindacato autonomo di Polizia, sottraendo 250 MB di dati correlati a documenti di ogni tipo. Si tratta dell’ennesima rappresaglia per l’operazione Tango Down.

 

Leggi l’articolo completo: http://www.tomshw.it/cont/news/anonymous-sottrae-altri-dati-alla-polizia-terzo-attacco/46091/1.html

Virgin Media attaccato da Anonymous: sito abbattuto per vendicare The Pirate Bay

Anonymous

Virgin Media Tango Down

Anonymous ha attaccato Virgin Media in seguito alla decisione di tale ISP di bloccare l’accesso a The Pirate Bay per gli utenti britannici.

In seguito ad un ordine dell’Alta Corte inibire l’accesso alla famosa Baia è diventato di fatto obbligatorio per gli ISP inglesi, una situazione che ricalca da vicino quella italiana. Oltre a Virgin finora hanno obbedito anche Sky, Everything Everywhere, TalkTalk e O2, che hanno promesso di bloccare il sito entro venerdì. Un altro ISP, BT, ha detto di aver bisogno di qualche settimana per considerare la propria situazione. Virgin ha già iniziato mercoledì scorso e senza alcuna protesta o presa di posizione, un segnale poco gradito agli hacktivisti. Anonymous non è un movimento paziente.

Gli hacktivisti sono ferocemente contrari a questi attacchi alla libertà di navigare, che peraltro sono frustranti per tutti e non risolvono molto. E’ molto facile accedere a The Pirate Bay con un proxy, lo sanno anche i muri.

Un semplice tweet che può essere inteso come una rivendicazione è apparso su canali vicini al collettivo Anonymous: Virgin Media – Tango Down #OpTPB, un messaggio che segnalava l’avvenuto crollo del sito, probabilmente a seguito di un DDoS – La stampa come al solito lo chiama impropriamente un “hacking”. Virgin Media è rimasta offline per un’oretta, poi è tornata brevemente, ma è nuovamente caduta. Al momento in cui sto scrivendo è ancora offline. A quanto pare anche il loro server email è stato mandato in crisi, al punto che alcuni clienti si sono lamentati di non essere riusciti a comunicare con la corporation per tutta la notte.

Virgin Media ha risposto agli hacker ed ha fatto sapere di essere stata costretta a bloccare TPB:

“Un ISP ligio alla responsabilità, Virgin Media obbedisce agli ordini del tribunale. Eppure riteniamo che affrontare la faccenda delle violazioni del copyright richieda delle alternative legali, che consentano al consumatore di accedere a contenuti validi al prezzo giusto, per dare una mano a modificare i comportamenti attuali”.

Quasi inutile ribadire la posizione delle lobby del copyright inglesi, identiche a quelle delle lobby di tutto il mondo. Le copie illegali, secondo la loro opinione, sono un flagello che distrugge un’industria e fa perdere il lavoro a molti, scoraggiando gli investimenti in nuovo talento.

Anche The Pirate Bay si è fatta sentire sulla faccenda. La loro opinione fa riflettere in modo sicuramente più profondo. Ve la linkerei, ma come sapete non posso:

“DDoS e blocchi sono entrambe forme di censura […] Vogliamo essere molto chiari: noi NON incoraggiamo simili azioni. Crediamo in un Internet aperto e libero, dove chiunque possa esprimere le proprie opinioni. Anche se siamo in disaccordo con esse, anche se i nostri interlocutori ci odiano. Il nostro suggerimento è di non combatterli con i loro sporchi metodi”.

Via | BBC | ZDNet

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Anonymous sviluppa la propria distro di Linux: piena di tool da hacker

Anonymous

Qualcuno che di chiara di provenire da Anonymous ha deciso di sviluppare e mettere a disposizione del pubblico una versione “griffata” di Linux, battezzandola Anonymous-OS. La distro è basata sul solito Ubuntu, solo che usa l’ambiente grafico MATE, un fork di Gnome2 creato da chi non ama molto Gnome3. Quasi esilaranti le “avvertenze” fornite dagli sviluppatori:

Creato per scopi educativi,
allo scopo di controllare la sicurezza delle pagine web.
Per favore, non usate alcun tool per distruggere alcuna pagina web,
Potreste finire in galera perchè è un crimine nella maggior parte dei paesi.
*** L’utente ha piena responsabilità per qualsiasi atto illegale ***

Diciamo che riempire di tool da hacker un sistema operativo, distribuirlo sotto il marchio Anonymous e poi avvisare di non usarlo per il suo evidente scopo è un tentativo piuttosto flebile di mettere le mani avanti. Quale sia la natura di questo sistema operativo (esperimento sociale? Speranza di reclutare un’orda di lamer? Cavallo di troia di qualche forza di polizia internazionale stile Anarchist Cookbook?), su Anonymous-OS c’è una batteria di materia informatica strana.

Ci sono strumenti per attaccare le password in modalità brute force, cercare vulnerabilità base dei siti web, creare simulazioni di DDoS… Il tutto con le solite applicazioni che rendono una distro di Linux utilizzabile, come mail e IM. Il sistema, come Ubuntu, è perfettamente capace di girare in una chiavetta USB.

Dopo una breve ricerca si scopre che la distro ha il proprio Tumblr su cui si parla di update e numero di download raggiunti, ma in cui non si trova alcuna conferma dell’effettiva paternità del sistema. Su Twitter gli utenti collegati (direttamente o indirettamente) al movimento dicono di fare attenzione. E’ opinione comune che si tratti di un prodotto estremamente sospetto. E’ molto probabile che sia solo un malware con la forma esteriore di un OS.

A chi volesse un sistema operativo similare ma con una certa autorità consiglierei di usare BackTrack. Ha una logica vicina a quella di Anonymous-OS, ma è davvero usato da anni per analisi forensi informatiche – E per farsi un’educazione su questa materia.

Via | The Hacker News

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