Toast message su Android: attenzione a cosa premiamo sullo schermo




I pirati informatici possono usare i messaggi “toast” per ingannarci e ottenere permessi che non concederemmo mai alle loro app.

Non solo tecniche sofisticate per violare il sistema operativo attraverso exploit zero-day e attacchi che sfruttano le falle del sistema operativo: il diluvio di malware e app malevole per Android è dovuto anche a tecniche molto più “artigianali” che consentono ai pirati di ottenere l’accesso ai nostri dati attraverso trucchi relativamente banali.

Uno di questi è stato illustrato da alcuni ricercatori di Palo Alto Networks in un report che ne illustra in dettaglio le caratteristiche.

Cong Zheng, Wenjun Hu, Xiao Zhang e Zhi Xu hanno acceso I riflettori in particolare sulla possibilità che I cyber-criminali sfruttino una nuova tecnica di overlay.

L’overlay è quel sistema che consente a un’app di visualizzare immagini e messaggi sovrapponendoli ad altre app, consentendo così ai pirati di ingannare le potenziali vittime e indurle a premere un comando quando pensano di selezionarle un altro.

Di solito questa tecnica è utilizzata dai pirati informatici per fare in modo che gli utenti concedano alle loro app permessi che gli consentono di accedere a informazioni riservate o a ottenere i permessi di amministratore.

Toast Android

A sinistra quello che vediamo. A destra la realtà: premendo “continua” si accetta di dare nuovi permessi all’app.

Google, negli ultimi mesi, ha notevolmente limitato la possibilità di utilizzare l’overlay, introducendo una serie di permessi anche per questa funzione.

Secondo i ricercatori di Palo Alto Networks, però, c’è ancora uno strumento di Android che consentirebbe di sfruttare questa tecnica. SI tratta dei cosiddetti toast message, quelli che compaiono sullo schermo e di solito svaniscono dopo poco tempo e che hanno la funzione di notificare operazioni in corso.

In un video che è possibile visualizzare sulla pagina Web che contiene i dettagli della vulnerabilità si vede per esempio, come sia possibile usare questa tecnica per fare in modo che l’utente conceda dei nuovi permessi a un’app.

Stando a quanto riportano i ricercatori, la possibilità di utilizzare questa tecnica è stata eliminata nell’ultima versione di Android (8.0 Oreo) ma tutte le versioni precedenti sarebbero vulnerabili.

Il consiglio, quindi, è quello di aggiornare immediatamente il sistema del nostro dispositivo (se possibile) e adottare qualche accorgimento di buon senso. Per esempio non installare sul telefono app di provenienza non verificata (e già questo farebbe molto) e fare attenzione quando ci troviamo di fronte richieste di permessi “sospetti”.



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