LinkedIn: causa da 5 milioni di dollari per il furto di password



 

LinkedInGrosso guaio a LinkedIn: dopo la magra figura relativa alle password rubate pochi giorni fa, adesso per il social network “professionale” potrebbe arrivare una salatissima multa da 5 milioni di dollari. Almeno è quello che si augurano gli avvocati che hanno dato il via a una class action contro LinkedIn, proprio in seguito al furto di 6,5 milioni di credenziali d’accesso.

Secondo il membro Premium di LinkedIn, Katie Szpryka, il sito non avrebbe fatto abbastanza per “salvaguardare le informazioni personali dei propri utenti, inclusi indirizzi email, password e credenziali di login”. Nel documento preliminare col quale è stato dato di fatto il via alla causa, si legge inoltre che la società non avrebbe agito in aderenza con le procedure standard per la protezione d’informazioni sensibili, chiedendo proprio i 5 milioni come risarcimento danni.

Ecco la reazione di LinkedIn, così come la riporta Search Engine Watch:

“Crediamo che nessun account sia stato compromesso dopo il furto delle password, e abbiamo ragione di credere che nessun membro di LinkedIn sia stato danneggiato. Crediamo che queste accuse siano infondate, e ci difenderemo con vigore contro cause che tentino di sfruttare un comportamento criminale di terze parti.”

6,5 milioni di password rubate come dicevamo, anche se criptate. La possibilità che nessuna di esse sia stata individuata dagli hacker sembrerebbe in realtà molto improbabile, ma staremo a vedere come si evolverà l’intera vicenda.

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