Anche YouPorn e PornHub contro i cyberlocker



 

Non c’è pace per i cyberlocker, da tempo nel mirino delle case discografiche e delle principali major cinematografiche. Dopo lo scossone generato dalla chiusura di Megaupload, ora anche il mondo del porno si è reso conto che i cyberlocker costituiscono una minaccia concreta e crescente per l’industria pornografica, che ha già dovuto reinventarsi dopo l’avvento di siti e portali come YouPorn e simili, dove la fruizione gratuita di contenuti pornografici, spesso protetti da copyright, ha spinto l’industria per l’intrattenimento degli adulti a stringere delle partnership con questi siti (YouPorn conta almeno 400 partner) e tenere sotto controllo il problema della pirateria. Della serie “se non puoi sconfiggerli, alleati con loro“.

Se la questione dei vari “tubi” pornografici sembra essere sotto controllo, ora resta da risolvere il problema dei cyberlocker. A questo ci sta pensando la Adult Content Industry United Foundation (ACIUF), composta dai professionisti dell’industria per adulti e nata pochi mesi fa proprio con lo scopo di schiacciare i tanti siti che permettono agli utenti l’upload e il download di contenuti pornografici protetti da copyright. Il modus operandi dell’ACIUF è molto semplice e diverso da quello adottato dalle major cinematografiche: colpire i portafogli di questi siti e costringerli a chiudere.

Il primo a finire nel mirino della fondazione è il cyberlocker Oron, tra i più utilizzati dagli utenti che scaricano materiale pornografico. L’ACIUF, finanziata dalla Manwin (l’azienda proprietaria di YouPorn, PornHub, XTube, Tube8, ExtremeTube e SpankWire) è riuscita a convincere CCBill, il servizio di pagamento via internet, ad interrompere la partnership con Oron e con tutti i business che operano sul modello dei cyberlocker. Il passo successivo è stato raggiungere un accordo con Acquiro, che nei giorni scorsi ha ritirato il supporto di Mastercard per Oron.

Di fatto ad Oron è stata ridotta la possibilità di vendere account premium ai suoi utenti e l’intenzione di ACIUF è quella di procedere con questo sistema fino a lasciare il portale senza alcun partner: gli utenti non potranno più acquistare gli account premium e il sito si troverà senza nuove entrate e sarà costretto a chiudere i battenti.

Si tratta senza dubbio di una grande ambizione che costerà all’ACIUF ingenti quantità di tempo e di denaro, ma questo non sembra essere un problema: a coprire il tutto ci penserà la Manwin che, visti i numerosi portali di streaming di contenuti pornografici che possiede, non ha di certo problemi economici ed è pronta a finanziare questa attività di takedown con la convinzione che l’eliminazione di quel cyberlocker non farà altro che portare nuovi utenti ai portali in suo possesso.

Via | TorrentFreak

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