La forma della Cyberwar del futuro



La BBC riporta la conclusione di Operation Locked Shields, un’esercitazione militare internazionale che si è principalmente concentrata sulla natura informatizzata dei conflitti che, purtroppo, stiamo già fronteggiando in silenzio.

Per dirla tutta, non è stata affatto un’esercitazione con corazzate, carri armati e schiere di soldati che marciavano al suono di canzonacce: è stata una piccola brutale guerra di hacker. 10 team di esperti si sono affrontati su una scacchiera europea. Uno dei gruppi doveva “cucinare” virus, worm, trojan e altri insidiosi metodi per carpire i dati nascosti nei sistemi degli altri nove team.

Nell’epoca del post-Stuxnet le autorità governative sono costrette a difendersi da hacker che fanno ben di peggio di un grappolo di brutali DDoS come quelli capitati anni fa in Estonia. Un hacker può infiltrarsi negli SCADA, le interfacce presenti tra gli operatori ed i servizi come elettricità, treni e acqua e danneggiarli in modo molto significativo. Oltre a russi e cinesi, ci sono anche gli hacktivisti come Anonymous di cui preoccuparsi.

Secondo Ralph Langner, analista e esperto di sicurezza informatica tedesco, sono proprio queste infrastrutture ad essere le più vulnerabili: “Molti sistemi SCADA sono stati creati da ingegneri, non da sviluppatori di software specializzati”. Talvolta può capitare che una centrale elettrica sia più vulnerabile di un normale laptop. “E’ molto difficile fare una patch ad un sistema progettato per girare 24 ore su 24 che non può subire un reboot fino alla data della manutenzione annuale”. E’ sorprendente il numero di infrastrutture progettate per fare il proprio lavoro senza concessioni per la sicurezza.

A quanto pare è difficile creare un sistema informatico tagliato fuori dall’esterno. Anche dove è progettato in tale maniera, rifornitori e contractor hanno la tendenza a connettersi ad esso e fanno da breccia, una realtà che vale tanto per il mondo civile che quello militare. Nel caso di Stuxnet, pare, un infiltrato ha portato “a mano” il worm fin nelle profondità della base di Natanz per infettare i PC dall’interno. Tutto il nostro mondo moderno è vulnerabile a questo genere di intrusione, che una volta impiantata “telefona a casa” come E.T. per dare a qualcuno il controllo del sistema invaso.

Siccome è impensabile tornare indietro all’epoca in cui nulla e nessuno erano connessi ad una rete, i militari fanno decisamente bene a progettare una via d’uscita per un futuro che sembra piuttosto minaccioso.

Foto | D. Sharon Pruitt
Via | BBC

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