Microsoft e i marshal fanno un raid contro i botnet



Alcuni impiegati della Microsoft hanno unito le forze ad un gruppo di marshal statunitensi, per cercare di debellare un fenomeno che ci tormenta da molti anni a questa parte: i botnet.

I botnet altro non sono che dei network “involontari”, in cui centinaia di PC sono resi “zombi” da un’infezione virale che ne strappa il controllo agli utenti, che di solito non si accorgono di nulla mentre donano banda e CPU a dei criminali che la utilizzano per fare da server, per inviare spam o per dirigere attacchi DDoS.

L’aspetto forse più interessante è che non si è trattato di un piano della polizia, ma di un’azione pensata da Microsoft stessa, in cui il team legale ed i tecnici di Redmond si sono impegnati a raccogliere prove e disattivare i web server che controllavano e gestivano uno o più di questi network criminosi.

Microsoft si è stufata dell’inattività delle forze di polizia a riguardo, ed ha tutte le ragioni per agire dato che i botnet sono un fenomeno che storicamente piaga solo Windows. Nonostante il proliferare dei Mac e dei sistemi mobile, Windows resta il bersaglio più goloso per i criminali, data la diffusione capillare di tali sistemi.

Finora le azioni di Microsoft sono state squisitamente legali, ed hanno consentito indirettamente di debellare tre botnet grazie ad azioni segrete. Questa volta, invece, Redmond è andata in prima linea: il botnet Zeus, il cui codice è venduto a poco di buono per cifre che vanno da $700 a $15.000. Gli sviluppatori originari dovrebbero essere est europei, mentre i clienti sono in tutto il mondo, anche negli USA, dove il sistema è stato colpito dalla pesante mano della legge. Secondo Microsoft la sola rete Zeus è responsabile di più di 100 milioni di danni sotto forma di frodi e furti telematici.

I server erano piazzati in alcuni capannoni in Pennsylvania e Illinois, ma i gestori del servizio non avevano davvero idea di come venivano usate le loro macchine, affittate come di consueto ad un certo numero di clienti. E’ davvero difficile capirci qualcosa se i gestori non attirano su di se l’attenzione. I piani di Microsoft, alla fin fine, sono di interferire così tanto da alzare il prezzo di queste operazioni criminose, rendendole meno invitanti, non di cancellarle tutte una per una.

Foto | Flickr
Via | New York Times

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