Google nel mirino della Federal Trade Commission per il tracking di Safari



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Google si trova ancora una volta al centro di un’indagine della Federal Trade Commission (FTC), ma non, come chiesto più volte dall’Electronic Privacy Information Center (EPIC), per la tanto discussa unificazione delle politiche sulla privacy. Il motivo è violazione delle impostazioni della privacy di Safari, bypassate da Google grazie ad uno speciale codice inserito in alcuni banner pubblicitari. Tale pratica, denunciata dal Wall Street Journal, avrebbe violato l’accordo raggiunto lo scorso anno tra l’azienda di Mountain View e la FTC.

Google si era impegnata, tra le altre cose, a non diffondere i dati degli utenti senza il loro consenso esplicito. Nel caso del tracking di Safari, avvenuto all’insaputa degli utenti, il consenso non è stato nemmeno preso in considerazione. E la FTC ha deciso di indagare, così come sta facendo, in Francia, anche la Commissione Nazionale per l’Informatica e la Libertà (CNIL), che ha aggiunto questo particolare all’indagine ancora in corso sui cambiamenti alle politiche sulla privacy adottate da Google dal 1 marzo. Già lo scorso anno la CNIL aveva concluso un’indagine contro Google, multando l’azienda di 100.000 euro per la questione dei dati WiFi raccolti dalle auto di Street View.

La FTC ha preferito non commentare l’indagine in corso – l’accordo prevede una multa di 16 mila dollari al giorno per ogni violazione commessa – mentre un portavoce di Google si è limitato a dichiarare: “ovviamente collaboreremo con ogni ufficiale che voglia farci delle domande, ma è importante ricordare che non abbiamo anticipato che questo sarebbe successo ed abbiamo subito provveduto a rimuovere quei cookie pubblicitari dal browser Safari“.

Via | Wall Street Journal

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