Attacco di Anonymous alla Grecia: la conta dei siti vittima è altissima



 

Durante la violentissima rivolta greca, Anonymous si è dato davvero da fare, oscurando siti a più non posso. Entità politiche, banche, polizia, nulla si sta salvando da uno degli attacchi informatici a tappeto più completi della storia.

Mentre le fiamme del dissenso incendiano il centro di Atene, un altro tipo di insurrezione riduce al silenzio la presenza su Internet del governo. Si tratta del solito gruppo di hacktivisti che noi conosciamo come Anonymous. Una folla di coder e semplici supporter senza volto, senza ruoli precisi, volontari e spietati. Sotto alla silenziosa falce sono caduti (ad intervalli irregolari) nella giornata di ieri quasi tutti i siti pubblici che potremmo considerare importanti in Grecia, come la TV nazionale, i siti del Primo Ministro e di altri membri del suo governo, della polizia nazionale e dell’intero Ministero della Finanza.

Nelle ore successive anche il sito del parlamento e quelli di varie banche hanno subito dei “cedimenti” sotto alla pressione di Anonymous, ma probabilmente la vittima più illustre può essere considerata il Ministero della Giustizia, sul cui defacing la polizia greca ha ammesso di aver già aperto le indagini. Oltre che alle proteste contro la manovra finanziaria, però, questo particolare attentato sembra essere motivato anche dal desiderio di protestare contro l’ACTA: di sicuro gli hacktivisti non si fanno scrupoli quando c’è da prendere due piccioni con una fava.

Al momento, la maggior parte dei siti qui nominati sono tornati a funzionare, ma date le condizioni e l’umore collettivo di questo paese ci si può solo attendere altri exploit da parte di Anonymous: come al solito basta tenere d’occhio Twitter.

Via | The Next Web

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